Tuttestorie NEWS n 2

Notiziario a cura del CeRaVoLC
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Numero 1 - 19 settembre 2002

In sommario
- Perché TutteStorie News?
- Il terremoto annunciato
- L’arabo riconoscente e la Cola-Cola
- Estate 2002: la pantera fantasma

Perché TutteStorie News

Le ultime notizie sulle voci incontrollate, leggende metropolitane, bufale, falsi scoop, eventi, curiosità e tutto quanto riguarda il folklore urbano, in Italia e all’estero. A distanza di 12 anni esatti dalla sua fondazione, il Centro per la Raccolta delle Voci e Leggende Contemporanee (CeRaVoLC) da vita al notiziario telematico "Tutte Storie News", distribuito gratuitamente a tutti gli interessati, gli studiosi e le redazioni giornalistiche. "Tutte Storie News" è il primo e più aggiornato servizio sul leggendario contemporaneo, in linea con gli scopi statutari del CeRaVoLC di coordinare, a livello nazionale, le attività di raccolta dei dati, favorire la circolazione dell’informazione sull'argomento e promuovere lo studio di un fenomeno sociale affascinante e al contempo inquietante.

Il terremoto annunciato

Poche ore dopo il terremoto che ha prodotto notevoli danni alla città di Palermo, si è diffusa la voce di una nuova imminente scossa più forte della prima. La mattina di giovedì 6 settembre è iniziato a circolare l’avvertimento che all'ora di pranzo la città avrebbe tremato, forte, anzi fortissimo. Chi parlava di un fax della Protezione Civile, chi di due uomini che citofonando a tutti gli appartamenti del centro invitavano a uscire in tutta fretta, mentre secondo altri lo aveva detto la radio o la TV. Tant'è che è nata la psicosi. In molte scuole i presidi hanno concesso ad alunni e docenti di uscire prima. Solo a metà pomeriggio, mentre le forze dell'ordine davano la caccia agli ipotetici responsabili, non solo a Palermo, ma anche a Termini e a Trabia, il panico è rientrato, dimostrando che ci si trovava di fronte a una vera e propria bufala, anche in considerazione del fatto che è pressoché impossibile predire un terremoto. La Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti per procurato allarme. Però, intorno alle 10.30, un fax è stato veramente spedito dalla Protezione Civile regionale. Avvertiva che si era attuata a seguito del sisma "la fase di attenzione 4", ovvero il secondo gradino del livello di sicurezza. Che proprio questa frase, fraintesa, enfatizzata e manipolata passando di bocca in bocca sia stata all’origine della psicosi? [Giornale di Sicilia, 7 settembre; La Repubblica cronaca di Palermo, 8 settembre; collaborazione di Sebastiano Pernice]

L'arabo riconoscente e la Coca-Cola

All'inizio dell'estate, negli Stati Uniti, ha iniziato a diffondersi l'episodio di solito ambientato in un negozio di alimentari, o un supermercato, in cui a un uomo dalle fattezze medio-orientali mancavano pochi dollari per pagare il conto. Una signora in coda dietro di lui si offre di provvedere lei a quanto mancava. Al parcheggio, l'uomo avvicina la donna e, per riconoscenza, l'avverte di non bere prodotti della Coca-Cola dopo una certa data. Alla fine di agosto, questa storia ha avuto un'ulteriore recrudescenza e la data in questione era diventata, e non è il caso di spiegare perché, proprio l'11 settembre. Anche la carta stampata si è occupata della notizia riferendo che in numerosi stati, ad esempio Washington, Pennsylvania, Montana la polizia aveva avuto il suo da fare per smentire le voci che si facevano sempre più insistenti. In effetti si tratta della variante di una leggenda metropolitana, nata per esorcizzare le nostre paure e diffusasi in Italia, ma anche in altri pesi europei, a partire dall’ottobre dello scorso anno in cui l'arabo di turno avvertiva la sua benefattrice di non recarsi a far la spesa in quel centro commerciale in un certo fine settimana. [vedasi Paolo Toselli, "11 Settembre. Leggende di guerra", Edizioni Avverbi, Roma 2002, pp. 45-62] L'accanimento contro la Coca-Cola della versione statunitense, è giustificabile dal fatto che la bibita può essere considerata un simbolo dell’Occidente, oltre che degli USA, e quindi può essere obiettivo di possibili attentato terroristici, anche se poi, altre versioni, citavano la bibita della concorrenza, ovvero la Pepsi. Significativo comunque il fatto che la Coca-Cola abbia ritenuto opportuno intervenire sul proprio sito Internet per smentire la leggenda e altre voci, come quella che contiene ingredienti non idonei a vegetariani e mussulmani, oppure che la società sovvenziona lo stato di Israele, oppure ancora che veicola pubblicità che promuove la violenza contro i mussulmani oltre che contenere messaggi anti-islamici. [http://www.snopes.com/rumors/cocacola.htm] [Numerosi quotidiani statunitensi dall’8 agosto al 14 settembre]

Estate 2002: la pantera fantasma

Tutto è cominciato il primo maggio a Ceriana, paese dell'entroterra ligure in provincia di Imperia. Un agricoltore afferma di essersi trovato faccia a faccia, nel suo giardino, con una pantera. Dodici giorni dopo, protagonista di un nuovo incontro ravvicinato è la moglie. La voce si sparge e così la preoccupazione. Il sindaco emette un'ordinanza con cui vieta l'accesso ai boschi. Iniziano i pattugliamenti. Un calzolaio la intravede in piena notte. L'animale divora alcune esche ma sfugge alla cattura. Lascia però qualche impronta. Dal Comune viene ingaggiato l'attore Tony Scarf, che si dice abbia catturato in passato pantere e leoni che vagavano nelle campagne dell'Italia centrale, anche se due anni fa sulla collina di Torino aveva fallito. L'8 giugno arriva da Roma e dichiara: "La prenderemo in due sere". Vengono posizionate le gabbie e si da il via alle battute di caccia notturne. In un caso, i partecipanti, compresi gli uomini dell’Arma, notano nel buio due grandi occhi gialli e percepiscono un ruggito. In un pollaio vicino, l'animale fa strage di galline. Ma in trappola finisce un cagnetto randagio. Il giorno 12, l'ultima segnalazione: la pantera, o quello che sembrava esserlo, viene vista scendere da un albero. L'indomani, considerato l'insuccesso, Scarf torna a casa. E le impronte? Secondo la Forestale sono quelle di un cane. A Ceriana la pantera fa perdere le sue tracce, per ricomparire pochi giorni dopo nelle campagne a nord di Cremona. Nella notte tra il 17 e il 18 giugno, a San Martino in Beliseto, uno studente in auto la illumina coi fari. Il giovane denuncia l'accaduto ai carabinieri. Altro avvistamento il 20, poco prima dell'alba, a Casalbuttano, a 50 metri dall'abitato. Il giorno stesso l’animale viene osservato per ben 10 minuti da due abitanti di San Martino in Beliseto. E' allarme. Subito è istituita una task force per la cattura. Nella zona vengono rinvenute carcasse di selvaggina, mentre si installano alcune trappole che però restano vuote. I sindaci si riuniscono in Prefettura e una unità di crisi anti-pantera viene attuata. Mentre nelle campagne cremonesi gli avvistamenti proseguono, il felino o un suo omonimo inizia a scorazzare anche nel Lodigiano. Il 2 luglio, a Castelnuovo Bocca d’Adda il primo incontro. Alle 7 di mattina due agricoltori ne scorgono la sagoma scura nei pressi del cancello dell'azienda. Altre segnalazioni preoccupano i sindaci della zona che d’accordo con la Prefettura organizzano un "safari" tra le pannocchie, armati di fucili con cartucce al sonnifero. A differenza degli altri casi però non si segnala il rinvenimento di animali sbranati. All'ottavo avvistamento e il ritrovamento di tre impronte di dubbia interpretazione, la pantera lodigiana l'11 agosto non fa più notizia. Nel cremonese si contano, invece, almeno 20 segnalazioni. L'ultima il 30 agosto presso Casalmaggiore. Nel frattempo, anche in Centro Italia stava accadendo qualcosa. L'avvistamento di una pantera si segnala il 18 agosto a Cingoli, in provincia di Macerata, e la sera del 21 ad Argignano, frazione a 2 chilometri da Fabriano, ad opera di un gruppo di cacciatori che denunciano l'accaduto ai carabinieri. Da menzionare anche l'allarme-felino scattato prima di Ferragosto a Gaglianico, in provincia di Biella. Secondo le testimonianze raccolte dall'Arma potrebbe trattarsi di un puma se non addirittura di una leonessa. E non si è ancora conclusa la vicenda del misterioso predatore che si aggira nella zona di Allumiere, comune vicino a Civitavecchia, che predilige i quarti posteriori degli asini, ma non disdegna cavalli, vitelli e maiali. In un anno e mezzo sono stati sbranati oltre 150 capi di bestiame. Esclusi dalle autorità sia il branco di lupi che il grosso felino, i maggiori indiziati restano i cani. Allo stesso tempo realistiche e fantasiose, queste apparizioni mettono in scena una irruzione del selvaggio nella nostra società proprio quando l'emergenza della problematica ecologica si accompagna a una trasformazione accelerata della nozione di animale selvaggio. Forse nelle nostre campagne vagano realmente animali "misteriosi" in cerca di testimoni occasionali che possano dimostrare la loro esistenza, ma è anche possibile che questi siano principalmente il prodotto di un particolare contagio psichico. [La Stampa, Il Secolo XIX, Il Cittadino, Il Giorno, Corriere della Sera, La Repubblica, Libertà, La Provincia, Il Messaggero, date varie]

Hanno collaborato a questa edizione: Paolo Fiorino, Roberto Labanti, Sebastiano Pernice, Edoardo Russo

In redazione: Paolo Toselli
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Supplemento a "Clypeus", iscritto presso il Tribunale di Torino al n. 1647 del 28 aprile 1964. Direttore responsabile: Giovanni Settimo. Per partecipare al gruppo TutteStorie News e ricevere il notiziario, è possibile effettuare la sottoscrizione inviando un messaggio (anche vuoto) a: tuttestorie-subscribe@yahoogroups.com