1993: L'INVASIONE DELLE PANTERE


di Paolo Toselli
Segnalazioni riguardanti grossi felini

Nel campo delle voci e delle leggende contemporanee, le storie di apparizioni di animali "fuori dal comune", e le accuse di rilascio - accidentale o voluto - che le accompagnano, occupano uno spazio decisamente interessante.
Queste narrazioni si ritrovano nel mondo intero, ma si adattano alle condizioni locali di ciascun paese.
In Italia - dove la paura del lupo e' tutt'ora viva - le identificazioni con i canidi sono state nel passato predominanti, ma a partire dagli anni '70 le segnalazioni mettono sopra ttutto in scena animali piu' esotici, quali leopardi, pantere, puma e leoni.
Ma, al di la' delle discussioni intorno alla reale presenza fisica di cotanti esemplari, cio' che ci interessa e' la risposta collettiva a queste "apparizioni" che esprime una situazione critica, di ripensamento, che utilizza la fantasticheria dei grandi temi del meraviglioso per camuffare un'angoscia tangibile.
Allo stesso tempo realistiche e fantasiose, queste apparizioni mettono in scena una irruzione del selvaggio nella nostra societa' urbanizzata e postindustriale nel momento in cui l'emergenza della problematica ecologica s'accompagna a una trasformazione accelerata della nozione stessa di animale selvaggio.
Nell'attuale nostro immaginario, piu' esotico e meno "contadino", le pantere, le tigri e i leoni - animali dal forte potenziale simbolico - hanno sostituito la classica figura leggendaria del lupo nostrano, incarnando le nostre paure, le nostre ansie, ma anche il desiderio di liberta' e di compenetrazione con la natura.
Si tratta di fenomeni ambigui, che suscitano discussioni sul loro carattere reale o fantastico.
Degli animali giudicati "anomali" o quanto meno "fuori luogo" sono segnalati, intravisti, causano danni al bestiame; lasciano tracce, impronte, peli, escrementi, che sono oggetto di controversie tra gli specialisti; sono organizzate vere e proprie battute di caccia che possono mobilitare anche centinaia di persone; i bar, le piazze, gli autobus risuonano di storie e testimonianze che evocano il fatto del giorno; la stampa locale, e poi quella nazionale, dedica ampio spazio alle segnalazioni, pubblicando talvolta le fotografie vaghe del misterioso animale.
Passano i giorni, in cui si possono moltiplicare le testimonianze che fanno salire lo stato d'angoscia giun gendo anche al panico.
Poi tutto termina senza conclusioni: niente piu' danni al bestiame, nessuno che segnala nuovi avvistamenti.
E dell'animale misterioso nessuna traccia.
Certo, in alcuni casi si tratta probabilmente di animali esotici tenuti in cattivita', di cui gli incauti proprietari si sbarazzano nel piu' assoluto silenzio.
Ma forse non sempre e' cosi'.
Lo scorso anno ha visto il diffondersi di vere e proprie epidemie di segnalazioni di felini misteriosi in varie regioni italiane, con maggior frequenza in Toscana, Piemonte, Emilia, Umbria e Lazio.
A parte apparizioni sporadiche di altri felini, quali tig ri e leonesse, e' sempre _la pantera_ a giocare un ruolo predominante, ormai diventata uno stereotipo dominante del nostro "bestiario" contemporaneo.
Anche le segnalazioni relative a un presunto puma nelle aree piemontesi del Canavese e della Val di Susa hanno preso corpo solo dopo che l'ipotesi classica della pantera era stata scartata.
Di pantera si parlo' dapprima anche a proposito degli episodi che hanno coinvolto l'entroterra livornese, la periferia di Bologna e la zona di Fiorenzuola, in Toscana, fi nche' qualcuno inizio' a segnalare la presenza di un animale dal mantello "lucidissimo e coperto da macchiette scure" nel primo caso, dal manto "chiaro sul rossiccio" nel secondo, e dal "color fulvo, marrone" nel terzo.
E se questi avvistamenti fossero in realta' prodotti da animali piu' o meno comuni e comunque non sempre riconducibili a un solo esemplare (la pantera, il puma, ecc.), ma a esemplari diversi che forse non hanno nulla a che fare l'un l'altro? E' poi il nostro immaginario che amalgama tutti gli episodi riconducendoli ad un modello unico.
Vedasi, ad esempio, i casi di Gabiano, Roma e Pontassieve in cui dei grossi cani neri sono stati scambiati per la pantera.
La rilevanza che tale modello ha assunto nell'immaginario collettivo e', tra l'altro, evidenziata dal fatto che di "pantera" si parla ancor prima che testimoni oculari ne abbiano segnalato la presenza.
In un terzo degli "allarmi" occorsi nel 1993, ed in particolare proprio quelli che si sono protratti piu' a lungo con il coinvolgimento massiccio di forze dell'ordine impegnate in battute mai terminate con la cattura dell'animale, lo stereotipo e' stato subito utilizzato per dare spiegazione al ritrovamento di animali sbranati nella zona.
Solo in un secondo tempo sono giunti gli avvistamenti.
Anche le impronte rilevate in numerosi casi sono state identificate inequivocabilmente (ma qui si dovrebbe inserire una discussione sulla competenza di coloro che, in molti casi, procedono a tali identificazioni) come appartenenti ad un felino di grossa o media taglia.
Altre volte, malgrado segnalazioni della pantera in zona, queste si sono rivelate appartenere piu' semplicemente a cani randagi o inselvatichiti.
Nella seconda meta' del 1993, la pantera e' stata anche immortalata in due occasioni distinte: a Savigno, in provincia di Bologna, il 6 agosto (due fotogrammi) e a S.
Maria degli Angeli, nei pressi di Assisi, il 12 ottobre (ripresa video).
Ma le immagini, pur confermando la presenza di un felino, non dicono molto sulle sue dimensioni effettive a causa della distanza con cui sono state riprese le immagini.
Come gia' piu' sopra evidenziato, malgrado lo spiegamento di uomini e mezzi, del tutto assenti risultano gli episodi di catture confermate.
In realta', la stampa ed anche i mezzi televisivi hanno dato ampio risalto a due "catture" avvenute il 5 luglio nei pressi di Cassino e il 7 agosto nelle vicinanze di Fiuggi, localita' ambedue in provincia di Frosinone.
In gabbia sono cadute nottetempo una leonessa, nel primo caso, e una pantera nel secondo.
Coincidenza vuole che per tutti e due gli episodi il merito spetta all'attore cinematografico - ma si tratterebbe di una controfigura - Tony Scarf ed alla sua compagna Elisa Carbone, i quali sono gli stessi che hanno dichiarato di aver catturato nel 1990 la famosa pantera romana.
Il sospetto che si tratti di una p robabile truffa - alla cattura non ha assistito nessun "esterno" - inscenata per farsi pubblicita' trasferendo, mentre nessun'altro vedeva, in gabbia animali di proprieta' degli stessi o di loro amici in zona, non e' per nulla da scartare.
Tantopiu' che l a Procura di Frosinone ha aperto un'indagine a tal proposito.
Niente, tuttavia, porta ad escludere che una piccola parte degli avvistamenti di felini misteriosi possa riferirsi realmente ad animali di tale genere, vaganti nelle nostre campagne, come piu' volte confermato dal naturalista prof. Gilberto Tozzi, direttore del Centro di Scienze Naturali di Prato, il quale sin dagli anni '70 segue con attenzione le segnalazioni di questo genere, in particolare riferite alla Toscana.
Nel corso di alcuni colloqui con lui intercorsi abbiamo raccolto la sua opinione sull'argo mento.
"Spesso - ha dichiarato Tozzi - ci troviamo di fronte a fantasie, vere e proprie psicosi, ma altre volte le tracce sono reali e le testimonianze credibili.
Animali 'vaganti' ce ne sono sicuramente.
E' ormai una moda avere il 'gatto' particolare in casa da far vedere agli amici.
Poi quando cresce e diventa ingombrante, non volendo sopprimerlo, viene abbandonato.
Ritengo che esista, a spiegazione di tali casi, un'alta percentuale di abbandono spontaneo, niente fughe o altro."
Ma perche' cosi' tante segnalazioni in Toscana? "La Toscana, coi suoi boschi, viene vista, dai proprietari di questi animali esotici, come un luogo ideale per liberare i loro 'piccoli'.
Un particolare interessante, a favore di questa tesi, e' l'alta percentuale di segnalazioni nei pressi di arterie di grande traffico."
Come e' possibile che pressoche' nessun esemplare e mai stato catturato?
"Ad un certo momento se ne perdono le tracce perche' e' probabile che, in molti casi, muoiono di morte naturale.
In altri casi si puo' parlare di u ccisioni dirette da parte di cacciatori o gente che si e' imbattuta in essi, ma a distanza di tempo i particolari trapelerebbero."
Se siete interessati vi proponiamo una sintesi della massiccia ondata di segnalazioni che ha interessato la nostra penisola nel corso del 1993 - inferiore a dimensioni solo a quella del 1990 - e che sta comunque proseguendo, seppur con minore intensita', nei primi mesi di quest'anno.
Sono stati vagliati oltre 120 articoli di quotidiani, che hanno riferito gli avvenimenti, molte volte in cronaca locale.
Cio' fa ritenere che molti altri episodi ci sono sfuggiti, non potendo verificare tutta la stampa edita nel nostro paese.
Il fenomeno dei "felini misteriosi" potrebbe pertanto avere un'ampiezza ancor piu' rilevante di quanto si creda.
Confidiamo anche nei nostri lettori per poter ampliare le informazioni su un fenomeno che, nel suo insieme, costituisce un esempio assai complesso ed interessante di "leggendario contemporaneo".

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